«Questa disputa su quanti brevetti violi GNU/Linux non ha senso» 6 Giugno, 2007
Posted by Netblade in Linux, News.trackback
In un intervista apparsa sul sito CNNMoney, due dirigenti dell’ufficio legale di Microsoft™©® hanno dichiarato che molti software Open Source, tra i quali GNU/Linux e OpenOffice, violerebbero circa 230 brevetti dell’azienda di Redmond.
La battaglia è ufficialmente cominciata, la Microsoft™©® si preparerebbe a chiedere delle royalty a distributori e utenti, ma tutti noi dobbiamo fidarci del parere di Eben Moglen, consigliere della Free Software Foundation e capo del Software Freedom Law Center, che sostiene la tesi per cui il software è un algoritmo matematico, per cui non è brevettabile.
Dello stesso parere è anche Carlo Piana, qui riporto la sua opinione:
Avere un brevetto non significa avere un diritto incontestabile. Proprio recentemente, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha drammaticamente rigettato come illecita la diffusa pratica dell’USPTO di registrare brevetti di mera ricombinazione di tecniche esistenti. Nel campo del software, la gran parte dei brevetti si rifanno appunto a tecniche già note, riapplicate in campi diversi e in combinazioni diverse. E inoltre, è ancora tutta da dimostrare, in Europa come negli Stati Uniti, l’idea che il software in sé sia brevettabile. Finora molte sono state le pronunce negative. Infine – non è una sfida, ma una constatazione – ho dubbi sul fatto che Microsoft, come chiunque, possa gettare fango nel ventilatore, stando probabilmente dalla parte sbagliata di questo. Una volta iniziata la battaglia dei brevetti, non si sa dove possa andare a finire. Per me si finisce solo con l’arricchire gli avvocati (cosa peraltro non disdicevole in sé) e impoverire i fruitori del software, congelando ogni innovazione. Questa è la ragione per cui nessuno ha una gran voglia di usare i brevetti, né di rinunciarvi, come ai tempi della guerra fredda.
Dalla parte del Free Software c’è anche la Open Invention Network, nata dall’associazione di sei importanti aziende (IBM, Sony, Philips, Novell, Red Hat e NEC) per acquisire una serie di brevetti da usare come “arma” di risposta in situazioni come quella che si sta verificando.
Questa è una seria minaccia alla filosofia basilare di Linux, alla libertà del software e non può essere accettata.


Commenti»
No comments yet — be the first.